A conquistar la Rossa Primavera

In linea con il proposito di rendere itineranti per tutta Italia i Comitati centrali del Partito, l’occasione dei 94 anni dalla Fondazione del Partito Comunista Italiano ha portato il vertice del Partito Comunista a Livorno, Sabato 24 Gennaio 2015.

La presenza all’ex Cinema Aurora di Antonio Gramsci Jr, nipote omonimo dell’allora fondatore del PCI (che è nato in Unione Sovie­tica e vive in Rus­sia, autore di un libro sulla sua famiglia, La sto­ria di una fami­glia rivo­lu­zio­na­ria. Anto­nio Gram­sci e gli Schu­cht tra la Rus­sia e l’Italia), ha onorato i presenti e reso più pregnanti le citazioni gramsciane degli intervenuti. «Il Partito è il vertice inaccessibile al campo avversario», e «Dare alle masse coscienza, dare ad esse organizzazione», nelle parole degli iscritti a parlare per sottolineare che senza un forte Partito Comunista non c’è coscienza, che il Partito è la nostra unica arma per rovesciare il sistema di produzione e battere le forze reazionarie.
La conclusione del Segretario generale Marco Rizzo, oltre a presentare il dispositivo finale, si concentra su temi di particolare attualità nel 2015: «Dobbiamo allontanare la religione dalle nostre strutture di pensiero e far capire alla gente che il Comunismo è molto più a portata di mano. Le religioni prospettano vite ultraterrene, resurrezioni… noi vogliamo stabilire una diversa relazione tra gli uomini a partire dalla proprietà; obiettivo molto più realizzabile di quanto promettono le religioni». Quest’anno ricorre il 70° dalla Liberazione e il Partito lancia la campagna “A conquistar la Rossa Primavera“, consistente in una carovana di iniziative che attraverserà il Paese fino al corteo del 25 Aprile a Milano. «Il Capitalismo ha sempre usato i fascismi per suoi fini strumentali – la conslusione di Marco Rizzo – e il Fascismo, nato come antiborghese, appena arrivato al potere ha venduto il Paese ai padroni. Essere antifascisti oggi significa essere anticapitalisti, combattere per battere il Capitalismo, altrimenti manifestare contro il Fascismo da qui al 25 Aprile sarà solo farsa e celebrazione sterile».

Conclusione della manifestazione è stata la deposizione di una corona di fiori al Teatro San Marco, dove il 21 Gennaio 1921 Antonio gramsci fondò il Partito Comunista. Conclusione affidata al comizio del Segretario generale Marco Rizzo: «Di fronte a questa lapide ci sentiamo nani sulle spalle di giganti. Abbiamo la responsabilità di ricostruire il Partito Comunista e di passare questo impegno alle nuove generazioni. Partiamo dalla storia, dal suo studio, per affermare che non è fallito il Socialismo, ma il suo revisionismo. Quel revisionismo portato oggi avanti dai fasli comunisti, da chi sventola bandiera rossa poi si allea col PD, da quel Capitalismo che prima organizzava il consenso e oggi organizza anche il dissenso, come in Grecia, per sostituire i poteri ma restarne sempre padrone».

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