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Colpevoli di resistere

Vista da 600 km, della lotta noTav sai che si tratta di un popolo che resiste contro un progetto che definire dannoso è trattarlo coi guanti e che nessuna intelligenza umana – politica esclusa – riesce più a difendere se non anteponendo interessi economici che devasteranno permanentemente una terra per l’arricchimento di pochi.
Certo, noTav significa soprattutto e anche questo. Poi, chiedendo a caso in qualsiasi spezzone del corteo – la testa entrava in piazza Castello, la coda ancora transitava in piazza Statuto, sabato 10 maggio a Torino – dagli anarchici ad Askatasuna, dai compagni agli autonomi, dai valsusini ai romani, dall’ANPI ai sindacati, dai vecchietti alle mamme coi passeggini, chiedendo a mille manifestanti perché erano lì avresti ottenuto mille risposte diverse perché mille sono i motivi per i quali quell’opera deve essere combattuta. In trentamila sono entrati in piazza, tanti altri non ce l’hanno fatta per lo spazio fisico terminato. L’occhio della Questura che volava sull’inquietante drone a dieci metri di altezza lungo le vie del centro di Torino ne ha contati duemila; duemila saranno stati solo i poliziotti: in via Roma una trentina di blindati, intorno al corteo “uno spie­ga­mento di forze dell’ordine buono per i checkpoint dell’Iraq” (@ilmanifesto), piazza Adriano militarizzata dai Defender e dai mezzi anfibi (sic), reti su basi di cemento e Mammuth fortificano il tribunale, metropolitana chiusa e palazzo di giustizia evacuato i simboli dell’ottusità del potere. L’ennesimo spreco di forze. Non un accenno di disordine. Le serrande dei negozi abbassate dal terrore diffuso dai mezzi di comunicazione e dalla militarizzazione si sollevano mentre transita il corteo, la città si aggrega spontanea strada facendo alla manifestazione che resiste allo spreco delle risorse, alla devastazione del territorio, alla rapina sui salari, le pensioni e la sanità.

notav - partito comunista sezione piemonteLe telecamere sono al Salone – dove tra gli stand le bandiere col treno crossato non mancano – e dopo le immotivate cariche che il primo maggio hanno difeso il PD sìTav massacrando il corteo di festa che non si aspettava né era preparato ad un attacco antisommossa per dei fischi a Fassino e Chiamparino – oggi “Colpevoli di resistere” è un bel segnale. Un bello spettacolo. Una bella risposta di Torino e una dichiarazione di come il popolo la pensa sul processo che il 14 maggio a Torino si aprirà carico di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, accusati di terrorismo per il sabotaggio di un compressore e da cinque mesi in carcere in reparti di alta sicurezza in regime di massima sorveglianza.
Sono oltre mille i noTav indagati in quattro anni. Vengono accusati in quattro con pene esemplari per spaventare un movimento intero, per far capire che opporsi a delle decisioni ingiuste e criminali può portarti in galera. La sezione marchigiana del Partito Comunista ha portato lungo le vie di Torino la sua solidarietà alla lotta noTav. Perché chi attacca uno di noi attacca tutti.

CHIARA, CLAUDIO, NICCOLÒ, MATTIA LIBERI SUBITO.

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