Elezioni politiche 2018, candidati del Partito Comunista nelle Marche

Il Partito Comunista sarà presente alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 nell’80% delle regioni italiane (16 su 20, ad eccezione di Valle d’Aosta, Trentino, Veneto, Friuli). Nelle Marche il Partito Comunista ha presentato una propria lista di candidati.

Candidati del Partito Comunista nella regione Marche

Senato

  • Senato uninominale 1 (Pesaro, Fano, Senigallia)
    Giulio Maria Bonali
  • Senato uninominale 2 (Macerata, Ancona)
    Paolo Crognaletti
  • Senato uninominale 3 (Civitanova, Fermo, Ascoli)
    Lucia Firmani
  • Senato Plurinominale
    Paolo Crognaletti, Lucia Firmani, Giulio Maria Bonali

Camera

  • Camera uninominale 1 (Ascoli, San Benedetto)
    Emiliano Celli
  • Camera uninominale 2 (Civitanova, Fermo)
    Maurizio Giusepponi
  • Camera uninominale 3 (Macerata)
    Mauro Riccioni
  • Camera uninominale 4 (Ancona)
    Raffaele Timperi
  • Camera uninominale 5 (Senigallia)
    Luciana Rota
  • Camera uninominale 6 (Pesaro)
    Erica Balestra
  • Camera plurinominale Marche 1 (Ascoli, Macerata, Fermo)
    Mauro Riccioni, Erica Balestra, Maurizio Giusepponi, Luciana Rota
  • Camera plurinominale Marche 2 (Ancona, Pesaro)
    Erica Balestra, Mauro Riccioni, Luciana Rota, Maurizio Giusepponi

Come si vota il Partito Comunista?

L’elettore può esprimere il proprio voto tracciando un segno sul simbolo con la falce e il martello (non c’è possibilità di errore: il Partito Comunista è l’unica lista in scheda ad avere il simbolo con la falce e il martello) sulla scheda elettorale. Per ogni scheda, l’elettore ha “a disposizione” al massimo due “x”: una per il candidato nel collegio uninominale e un’altra per uno dei partiti che sostengono quel candidato.
Se viene tracciato solo un segno sul simbolo con la falce e il martello nella “parte” proporzionale della scheda, il voto viene esteso automaticamente al candidato del collegio uninominale sostenuto da quel partito. Se invece la “x” viene posta solo sul candidato sotto il simbolo con la falce e il martello nel collegio uninominale, tutti i voti di questo tipo saranno distribuiti tra le liste che appoggiano quel candidato uninominale in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in tutte le sezioni del collegio uninominale.

Partito Comunista, il programma
Per un’Italia socialista, per il potere ai lavoratori

Il programma del Partito Comunista non è un semplice programma elettorale. E’ un programma di lotta, di trasformazione rivoluzionaria della società. E’ il programma dei lavoratori, delle donne, dei disoccupati, dei pensionati, dei giovani che lottano per la costruzione di un’Italia socialista, di una nuova società che abolisca lo sfruttamento e la diseguaglianza sociale e liberi le energie, le forze produttive e le risorse collettive oggi incatenate dagli interessi privati di un pugno di capitalisti, indirizzandole verso il progresso sociale e il soddisfacimento dei bisogni dei lavoratori, realizzando l’uguaglianza sostanziale degli individui, consentendo così il pieno e libero sviluppo delle capacità umane.
Il programma del Partito Comunista è un programma rivoluzionario, non è realizzabile attraverso la partecipazione a governi borghesi e coalizioni con forze politiche di sinistra e/o centrosinistra. E’ incompatibile con la permanenza dell’Italia nell’Unione Europea e nella Nato​, che sono strumenti nelle mani del grande capitale finanziario per schiacciare i diritti dei lavoratori e appropriarsi della ricchezza da loro prodotta. Non esistono terze vie. O il governo del capitale e dei padroni, o il potere nelle mani dei lavoratori!
Il voto è solo uno degli strumenti per rafforzare questa lotta. La classe operaia e i lavoratori tutti, devono essere consci che la liberazione dallo sfruttamento, dall’ingiustizia e dalla povertà non verrà loro regalata da nessuno, ma sarà frutto soltanto della loro lotta. Devono perciò ritornare ad occuparsi attivamente di politica, per non lasciarla nelle mani di arrivisti, carrieristi e incapaci, per difendere i propri interessi senza concedere deleghe a nessuno, per rivendicare la propria centralità, il proprio ruolo storico. Un mondo senza lavoratori è impossibile, un mondo senza padroni è necessario!
Il futuro dell’Italia è il socialismo, perché solo una società socialista è in grado di risolvere definitivamente i problemi del nostro paese e arrestare il crescente impoverimento dei lavoratori e delle classi popolari. Costruire un’Italia socialista significa rovesciare il sistema di potere che oggi opprime e sfrutta i lavoratori e le classi popolari, sconfiggere le forze politiche che, sotto bandiere diverse, difendono questo sistema: centrodestra e centrosinistra, che ne sono asse portante, ma anche le forze di finta opposizione che, negando la necessità storica della trasformazione socialista della società, dirottano la protesta sociale su binari morti con parole d’ordine errate. I lavoratori devono respingere ogni illusione di riformabilità della società capitalistica: solo la lotta rivoluzionaria organizzata per il socialismo può davvero costituire la svolta necessaria.

Quali obiettivi per un’Italia socialista?

Oggi la prospettiva comunista è avversata, distorta e ridicolizzata dalla propaganda borghese. Da molti anni la tendenza è quella di equiparare il comunismo al nazifascismo, dipingere l’esperienza socialista come dittatura sanguinaria. Si parla di “milioni di morti del comunismo” citando dati senza alcuna fonte attendibile e senza mai ricordare che, ragionando in termini di vittime, il capitalismo è il sistema che ha fatto più morti nella storia.
Si tratta di una strategia voluta dalle classi dominanti che ancora oggi tremano al pensiero di una rivoluzione comunista​ , perché sanno bene che il socialismo è l’unico sistema in grado di strappare privilegi e potere dalle mani di chi sfrutta e opprime. Contro questo inganno universale vogliamo spiegare ai lavoratori e alle classi popolari cosa significherebbe concretamente per loro un’Italia Socialista: un Paese in cui a ciascuno sia assicurato un lavoro dignitoso con una remunerazione adeguata, senza sfruttamento del lavoro da parte dei padroni; una casa per sé e la propria famiglia; il diritto all’istruzione e alla sanità gratuite, l’accesso alla cultura e allo sport; il diritto a godere realmente del proprio tempo libero; la fine dell’oppressione fiscale che grava sui redditi da lavoro; il diritto ad una pensione dignitosa senza ingiusti 1prolungamenti della vita lavorativa; la certezza garantita del domani per sé e i propri discendenti. ​
Sono solo alcuni dei punti centrali del programma sociale del Partito Comunista. Comprendere cosa significa il socialismo e quali sono gli elementi immediati e mediati della lotta del Partito Comunista è il modo migliore per respingere la propaganda dei media, rigettare ogni equiparazione dei comunisti alle forze politiche borghesi, dare ai lavoratori la consapevolezza che la lotta per una società socialista è la lotta per la loro società.

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