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L’ambasciatore di Israele, stato criminale di guerra, allo Sferisterio di Macerata

Macerata ha sigillato i tombini e messo in strada l’antisommossa per proteggere l’arrivo di Naor Gilon, ambasciatore di Israele in Italia, tenuto nascosto fino all’ultimo per evitare le temute manifestazioni di disgusto che infatti si sono tenute solo troppo tardi e in dimensioni molto ridotte. Naor Gilon ha assistito dalla platea dello Sferiterio al debutto della Traviata, sabato 26 luglio, dopo due ore di tuoni e pioggia come quasi a sottolinearne la sua qualità di ospite non gradito se non dalle autorità di una città e una provincia e una regione evidentemente ignare degli oltre millecento morti ad oggi (29 luglio 2014: 1.113 vittime di cui, per l’Onu, il 75% civili, più 6.500 feriti e più 200.000 sfollati da Gaza in tre settimane di attacco israeliano) a fronte di 53 soldati israeliani caduti (più 3 civili).

Paesi dalle mani meno insanguinate dell’Italia, che è oggi il maggiore fornitore di sistemi militari dell’Unione Europea verso Israele, hanno rimpatriato i loro ambasciatori da Israele: lo ha fatto l’Ecuador, lo ha fatto il Brasile; la Ministra degli Esteri italiana Federica Mogherini, forse per dimostrare di essere all’altezza di ricoprire il ruolo di Alto Rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza cui ambisce nella prossima Commissione europea, è volata in Terra Santa per visitare, ad Ashdod, un’abitazione colpita dai razzi di Hamas. Non è uno scherzo. Degna rappresentante di un Paese che all’Onu, su proposta di indagare Israele per crimini di guerra, ha preferito l’astensione.

gaza under attack

Ph Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:GAZACrisisJuly2014.jpg#mediaviewer/File:GAZACrisisJuly2014.jpg

L’operazione “Margine di protezione” si è dimostrata l’ennesimo genocidio sul quale nessun diritto internazionale riesce o ha interesse ad intervenire. L’offensiva dell’esercito israeliano ha lasciato tra le macerie della Striscia di Gaza un numero vergognoso di civili palestinesi barbaramente trucidati, a casa loro, senza un esercito a difenderli, dopo anni di torture e impoverimento nei loro pochi chilometri blindati, nel disinteresse del mondo e nel consenso tacito dell’Italia di Renzi e Napolitano.

La Striscia di Gaza, uno dei territori che vanta una delle più alte densità di popolazione mondiali, è sempre stata un carcere a cielo aperto. Il 90% della popolazione – più oltre un milione di rifugiati – dipende dagli aiuti alimentari distribuiti dalle agenzie dell’Onu. Dalle autorità israeliane dipende il rifornimento di elettricità (a singhiozzo), di acqua (il 90% dei pozzi non dà acqua potabile e Israele impedisce di scavarne di nuovi), di combustibile in tutta la Striscia; le stesse autorità che presidiano i valichi e filtrano il rifornimento di generi di prima necessità, alimentari (pasta, riso, datteri e marmellata cibi proibiti), medicinali e materiali di ricambio, bloccandone una buona parte con vari pretesti. I pescatori non possono uscire in mare per l’embargo; nemmeno il cemento può entrare e da anni si ricostruiscono le abitazioni abbattute dai bulldozer israeliani con le stesse macerie. Questo prima della criminale offensiva “Margine di protezione”. Ora, se possibile, se mai il crimine israeliano avrà una fine, ogni elemento della drammatica situazione precedente risulterà ingigantito.

Ma Macerata finge di non sapere e il sindaco Romano Carancini invita l’ambasciatore – un rappresentante personale del capo dello stato, secondo le definizioni – all’evento di gala della sua estate. Una presenza di cui vergognarsi, nella città della pace che non ha perso l’occasione per offrire una platea di lusso al rappresentante di uno stato macellaio nazista che sta facendo pagare le sue sofferenze passate ai palestinesi – e non da oggi, purtroppo -, nel silenzio dell’Europa ancora turbata dai sensi di colpa nei suoi confronti e con il via libera degli Stati Uniti complici nel silenzio criminale del resto del mondo.

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