Marco Rizzo nelle Marche

Marco Rizzo nelle Marche presenta il programma del Partito Comunista

Tappa marchigiana per il Segretario generale Marco Rizzo, nel corso della campagna elettorale del Partito Comunista in vista del voto per le elezioni politiche del 4 marzo 2018. A Gagliole (MC), il 23 febbraio 2018, Marco Rizzo ha incontrato le popolazioni colpite dal terremoto del 2016, presentato i candidati marchigiani alla Camera e al Senato (Mauro Riccioni e Maurizio Giusepponi per la Camera e Paolo Crognaletti per il Senato, tra i presenti) e illustrato i punti principali del programma del Partito Comunista.

Marco Rizzo: «Solo il Socialismo può rendere il mondo migliore»

«Un programma rivoluzionario – ha detto Marco Rizzo – per una trasformazione della società e non per occupare poltrone in Parlamento. Oggi potremmo stare tutti meglio con le conquiste della tecnica e la tecnologia a disposizione, ma stiamo tutti peggio: ci fanno sentire liberi chiudendoci in piccole gabbie, facendoci leggere i loro libri, facendoci mangiare il loro cibo; questa società e la rete esaltano l’individualismo, ci fanno credere liberi dandoci voce ed esaltando i nostri gusti con i loro algoritmi, ma siamo sempre più soli, siamo sempre più inascoltati, siamo sempre più schiavi. Nel sistema capitalista conta solo il denaro, otto persone al mondo posseggono la ricchezza di metà della popolazione mondiale, ma questo sistema produttivo è datato e le risorse stanno terminando. Se ognuno al mondo comsumasse come i cittadini USA avremmo bisogno di cinque pianeti terra. L’orizzonte, a queste condizioni, non può che essere la barbarie, la terza guerra mondiale (in parte già avviata), con la premessa che questa guerra si combatterà con armi nucleari e segnerà la fine del mondo.
Devono essere i lavoratori a decidere cosa produrre, non armi ma ospedali, non missioni all’estero sotto egida NATO ma un piano di risanamento per la nostra terra martoriata da alluvioni e terremoti. Con un serio piano di “manutenzione” del nostro Paese daremmo lavoro a migliaia di giovani preparati, ma siamo chini ai diktat dell’Europa che ce lo impedisce e ogni candidato a queste elezioni lo approva, dalla Lega che si allea con Berlusconi a Di Maio che cerca l’approvazione della City e Bruxelles. Ma noi abbiamo già vinto: in ogni sala in cui presentiamo il nostro progetto troviamo centinaia di persone, sempre più giovani, abbiamo aperto una strada e l’Italia ha scoperto che dopo dodici anni esiste ancora il simbolo con la falce e il martello, eravamo poche decine qualche anno fa, oggi siamo migliaia. Oggi cerchiamo di rendere la nostra società più giusta e solo il Socialismo può costruire un mondo migliore».

Mauro Riccioni, il Sindaco gratis

Mauro Riccioni, Sindaco di Gagliole, ha sottolineato come queste elezioni siano importanti per contarci, per rinforzare la nostra militanza all’interno del Partito, per iniziare organizzati il nostro percorso verso il Socialismo. Quindi ha portato l’esempio del suo Comune e della sua esperienza di Sindaco, che ha devoluto ai servizi sociali il suo stipendio da primo cittadino e risanato un debito di 200mila euro rinunciando all’indennità di Sindaco. «Oggi essere comunisti compromette la nostra vita – ha commentato Riccioni – perché ci fa subire minacce, ci espone a ritorsioni, ci impoverisce economicamente perché lottiamo per una società più giusta; ma è un credo e noi crediamo in questo sogno e siamo coerenti, nella vita e nella fede politica. Siamo ancora solo un piccolo partito, ma in pochi mesi abbiamo raddoppiato i consensi e in pochi anni siamo diventati migliaia di militanti sotto il simbolo della falce e martello.

Immigrazione? Seguiamo le indicazioni Marxiste-Leniniste

In un momento segnato dalla cronaca che ha visto scene di sangue a Macerata, con relativi commenti incentrati sulle politiche dell’immigrazione, Marco Rizzo ha ricordato come nei Paesi d’origine dell’immigrazione le multinazionali hanno comprato le classi dirigenti, che si sono svendute le loro ricchezze naturali, circondandosi di élite finanziarie e militari, lasciando morire di fame i loro popoli. Si crea qui e così quell’esercito industriale di riserva che Marx aveva già previsto, che serve alla società capitalista per livellare i nostri standard verso il basso.
Che fare? Una legge, come propone il Partito Comunista, che a parità di mansione preveda parità di stipendio, non meno di 10€ l’ora di salario e fine della competizione al ribasso tra lavoratori: a uguale lavoro uguale salario e uguali diritti.

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