festa comunista marche

“Più difficile essere comunisti nelle Marche che altrove”

Una location prossima ai Sibillini quella scelta per la festa regionale del Partito Comunista Marche. Camerino ha accolto il Segretario generale Marco Rizzo e una trentina di iscritti alla sezione regionale del Partito al ristorante La Saporita, dove il 29 giungo sventolava il vessillo rosso sullo sfondo degli Appennini.

Il Segretario regionale Mauro Riccioni ha fornito ai presenti una fotografia della scena locale: «La provincia di Macerata offre una situazione partecipativa buona, ma altrove non è la stessa cosa: Ancona e provincia ancora devono essere penetrate e non possiamo più aspettare, le elezioni regionali dell’anno prossimo sono una scadenza vicina alla quale vogliamo arrivare a candidare una nostra figura al consiglio delle Marche. Ci sarà molto da lavorare nei prossimi mesi, sia nell’entroterra che, soprattutto, lungo la costa dove siamo più deboli».

Il comizio del Segretario generale Marco Rizzo parte da lontano: «Il Comunismo è una forza giovane, è molto meno vecchio del Capitalismo, ha una forza propulsiva ancora fortissima e una visione tesa da sempre al progresso. Si pensi all’Unione Sovietica: in vent’anni, dal ’17 al ’37, Stalin portò un paese medievale a diventare una potenza mondiale. Stalin non va analizzato in un’ottica contemporanea, ma inquadrandolo nel contesto in cui viveva, quello che parallelamente a lui vedeva Hitler e il suo folle disegno in Europa e le bombe atomiche made in USA piombare sul Giappone».

Quindi delle considerazioni sulla lotta di classe necessaria ai nostri giorni: «Quella che ci fanno credere democrazia – continua Rizzo – è una dittatura della borghesia; i padroni potrebbero non esistere più da domani, poco cambierebbe, ma senza operai e tecnici non ci sarebbe produzione. Proprio per questo è più difficile essere comunisti in regioni a basso tasso industriale o molto tradizionali, come le Marche, che non in grandi città dove è più semplice dimostrare come il modello di sviluppo comunista sia oggi attualissimo. Il Comunismo è controllo sulla produzione, fondamentale oggi che le risorse stanno finendo, oggi che se ognuno di noi consumasse come un cittadino americano avremmo bisogno di cinque pianeti».

«Viviamo da troppo sulla difensiva – aggiunge Rizzo – e mentre il progresso aumenta diminuisce il tempo per la produzione. Eppure stiamo tutti peggio: questo è l’effetto della caduta tendenziale del tasso di profitto, diminuisce la modalità di acquisizione di ricchezza da parte di una singola unità».

Immancabile il passaggio del Segretario dalle teorie marxiste alla politica contemporanea, con i suoi attori e i suoi teatrini: «Chi propone un progetto di cambiamento, oggi, è il Partito Comunista, non Grillo, né i movimenti, ma solo l’unico partito che è un distillato di secoli di lotta e studi».

Nonostante gli errori del passato, che per Rizzo oggi dobbiamo e possiamo evitare: «La nostra politica non punta ai guadagni: nello statuto del Partito si dice che lo stipendio di un Deputato e di un Operaio devono essere parificati. Quindi l’ideologia: dobbiamo avere una visione, tutti, il più possibile uniformata, perché le differenze sono un casino, ci ha insegnato l’esperienza. Ovviamente noi non viviamo di elezioni, ma queste sono un buon momento per farci conoscere, usare la campagna elettorale per costruire il Partito. Saremo più che attivi, saremo una comunità, saremo compagni, legati dalla passione che fa del Comunismo la migliore forma di governo al mondo».

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